domenica 10 novembre 2013

Picasso disegna paperino


Sono passati centoquattro anni da quando il cubismo fece ufficialmente il suo ingresso nel mondo dell’arte: da allora le forme di espressione sono cambiate, alcune scomparse, altre si sono evolute.

Tanto per dirne una, proprio l’altro giorno mentre sfogliavo un giornalino di “Topolino” (ebbene sì, chi scrive queste parole è assidua lettrice di “Topolino”, ammiratrice di Giorgio Cavazzano e Silvia Ziche e oltre a non vergognarsene, ha intenzione di approfondire l’argomento in futuro) mi sono imbattuta in un clamoroso caso di cubismo contemporaneo.

Devo confessare di non avere mai compreso il cubismo a scuola: mi domandavo quale fosse il senso della rappresentazione di uno stesso oggetto da più angolazioni, che ragioni ci fosse di contrapporre alle delicate raffigurazioni classiche quei mostri con un occhio, due nasi e sette dita visti contemporaneamente di fronte, dall’alto e di profilo.

E improvvisamente l’altro giorno, sfogliando Topolino, ho capito, e mi è parsa un’intuizione geniale e ho cominciato a guardare con occhi nuovi il mostro dei mostri, l’indigeribile
"Forme uniche nella continuità dello spazio" di Umberto Boccioni.

Il segreto è tutto lì, nell’esigenza di raccontare il movimento in una figura statica, ciò che per anni professori entusiasti hanno tentato di spiegarmi senza successo.
Il fumetto contemporaneo è l’evoluzione di quello di Lichtenstein, ma le sue figure si rifanno al cubismo analitico, e per capirlo basta guardare Paperino: quando si guarda intorno ha tre becchi e cinque occhi, in tutto tre teste che ne descrivono il movimento nello spazio.
E se prima non comprendevo da dove nascesse tanto entusiasmo da parte dei miei professori verso il cubismo, ora so che anche loro nascondono un segreto: leggono Topolino.



In queste figure si notano più di due arti appartenenti alla stessa person… pardon, papero, che descrivono il movimento rotatorio delle braccia e una mano con troppe dita, raffigurazione di una mano che si agita.

In queste vignette un solo corpo ospita tre o più teste.

In questo caso invece è un oggetto a essere rappresentato in diversi momenti temporali: un ciondolo e il bastone di Zio Paperone che oscilla. Da notare il viso di Ciccio: un viso con tre paia di occhi, tre di sopracciglia e ben sette becchi, uno di profilo e gli altri solo frazionati.