venerdì 11 dicembre 2015

Basta il pensiero (purché sia pensato)


Il Natale è dietro l’angolo e quasi ognuno di noi teme quella solita frase ormai passata alla storia come la più odiosa delle feste; il classico “Basta il pensiero”.


Che cosa significherà? E perché puntualmente chi pronuncia questa frase in genere tende a restare male davanti all’ennesima candela profumata?
Ebbene, ho deciso di svelare il mistero, e lo faccio con cognizione di causa perché, personalmente, sono una di quelle per cui “Basta il pensiero”.
E per me il pensiero basta davvero MA (ed è un grosso MA) è importante che sia pensato.
Perché dietro la frase “è solo un pensiero” in molti nascondono l’orrenda confessione “è la prima idiozia che mi sono trovata tra le mani prima di venire qua” e allora scatta il dolore, la rabbia, la frustrazione.
In generale colui che dona si trincera dietro l’idea che l’altro desiderasse un regalo costoso e da lì in poi la strada verso il malinteso è spianata, Natale dopo Natale, festa dopo festa.
In realtà, per evitare delusioni e rancori, per non dire delle vendette che scattano tra famiglie (non c’è niente di più brutto durante una festa sentir fare discorsi come “Ci ha regalato solo un bagnoschiuma, per Natale gliene incartiamo uno uguale”) basterebbe pensare (o sarebbe più appropriato dire “Pesare”) le parole che usiamo, perché non c’è niente di più bello che ricevere un pensiero, purché esso sia stato adeguatamente meditato.
Il “Pensiero” non è il regalo perfetto né quello costoso ma quello amato.


Mi è capitato spesso di avere ricevuto regali di una certa importanza ma regalati solo “Per togliersi il dente” e altri di poco conto (anche solo di pochi centesimi!) che ho gradito moltissimo, e non perché io sia di gusti bizzarri.
Il punto che tra un paio di sandali costosissimi e una penna biro mi fa apprezzare più il secondo, è l’evidente pensiero che c'è dietro di essi.  Chi mi conosce sa che detesto i sandali e amo scrivere a mano: ecco quindi risolto il mistero.  Chi mi ha fatto il primo regalo ha comprato la prima cosa che gli è capitata a tiro, il secondo (forse taccagno, forse in difficoltà economiche, non siamo qui a farne una questione di prezzo) nonostante la banalità del dono, ha pensato a qualcosa che potesse farmi piacere.
Detto ciò, ringrazio molto quella persona che in occasione del mio dodicesimo compleanno mi ha regalato alcune opere di Stephen King: sapeva che mi piaceva leggere, non aveva considerato che detesto l’horror.
Ma ci ha pensato molto, so che ci ha pensato molto…