domenica 23 marzo 2014

L’autostrada delle rondini


So bene che, scientificamente parlando, le rondini appartengono a quella categoria di uccelli migratori che si spostano da una parte all’altra del mondo per inseguire la stagione calda, ma a me piace pensare il contrario, che siano proprio quelle piccole creature chiassose a “Fare stagione” un po’ come i villeggianti in una località turistica.

Provate a immaginare Courmayeur senza neve: a una data prefissata tutti i turisti saranno comunque in zona, in attesa che i fiocchi cadano dal cielo.

E proprio per questo paragone con i villeggianti, l’arrivo delle rondini, per quanto romantico e affascinante sia, a me suscita il riso.


Passano ogni volta da questa parte del cielo, sopra la mia testa, facendo baccano come gitanti eccitate e non mi è difficile immaginare l’anziana chaperonne con gli occhiali tondi dorati sul becco e la valigetta tra le zampette puntare il parasole chiuso (rigorosamente abbinato nel colore ai fiori del cappellino che porta sulla testa e nel ricamo alla bordura dello scialle) davanti a sé e raccomandare – Seguitemi, signorine, da questa parte – mentre le giovani rondinelle la seguono tra il chiacchiericcio generale.


– Che bello questo posto – dice la collegiale più giovane, al suo primo viaggio, stringendo il bagaglio tra le zampine, ma nessuno le risponde perché sono tutte in capannello radunate attorno alla più grandicella, ormai habitué di questi viaggi, che per loro ha quasi più autorità della guida stessa.


– Quest’anno mi sposo – si vanta volgendo il capino tra un’interlocutrice e l’altra e mentre tutte pendono dal suo becco, prosegue – Messer Rondinotto mi ha domandato in sposa lo scorso autunno, quando si partì per l’Africa, sapete, ed è venuto qua in anticipo per preparare tutto come si deve –  (la classica rondine fuori stagione di cui si dice “Che non fa primavera”).
– È ricco, e ha molto buon gusto. Andremo ad abitare in un loft, su una parabola. Quando ci saremo sistemati vi inviterò a vedere –


– Intanto la mamma vi ha invitato tutte per il tè sotto la grondaia, come tutti gli anni – interviene un’altra.

– Certo.

– Ci saremo.

E qui comincia un chiacchiericcio infinito che echeggia per ore nel cielo.

– Del resto, le briciole di tua madre… – E avremo le tendine rosa a quadretti… –Che posto è quello laggiù? – Signorine, signorine, fate attenzione, prego! Alla vostra sinistra potete ammirare la guglia della cattedrale…

E intanto io nel mio balcone allestisco un punto di ristoro, un autogrill, se vogliamo, per rifocillarle dal lungo viaggio: briciole di pane e biscotti, acqua nei sottovasi delle piante e legnetti e foglie morte nel terriccio dei vasi di “Piante casuali” (poi ve ne parlerò).

Messer Rondinotto, anche se finge indifferenza, apprezza: le briciole e i legnetti spariscono lentamente.

Non è un caso che il tè della signora Rondinella sia tanto apprezzato dalle gitanti e che il nido di messer Rondinotto sia il più elegante del circondario…