martedì 24 giugno 2014

Non aprite questi libri


La mia sorellina più piccola legge Twilight. Peggio, legge le fan fiction di Twilight, spesso sdolcinate, senza costrutto o approfondimento dei personaggi, scritte in italiano opinabile, talvolta criptico.
Per quanto cerchi di non avere pregiudizi in merito, confesso di esserci rimasta male.

Non che pretendessi di vederla leggere “I fratelli Karamazov” ma speravo che tra le sue letture ci fosse qualche libro per ragazzi un po’ più costruttivo, ecco.

Là per là ho pensato di parlarle, prenderla per mano e guidarla verso il magico mondo della letteratura, poi ho fatto mente locale e mi sono chiesta quali fossero le mie letture alla sua età.

Che cosa leggevo io, nella mia modestia di supremo controllore delle altrui librerie?

La risposta mi ha fatto sorridere: alla sua età leggevo i libri di una collana della Mondadori, “Le ragazzine”, ne avevo a decine e puntavo a collezionarli tutti e ne parlavo a tutti, orgogliosa di avere letto tanti libri.

Peccato che, come ormai è chiaro un po’ a tutti, in fatto di lettura non conti tanto la quantità (per quanto importante) dei libri letti, quanto la qualità degli stessi. E dopo anni di letture di drammi adolescenziali, all’improvviso ho capito che, pur avendo letto tantissimi libri, in realtà come lettrice ero ancora a zero: mi erano sconosciuti tutti i generi, conoscevo i grandi autori solo per sentito dire e ignoravo l’esistenza di cose chiamate “Stile”, “Corrente letteraria” e simili.

Solo quando mi sono accorta che quei libri, nonostante il tempo piacevole trascorso insieme, mi lasciavano il vuoto dentro, mi sono guardata intorno e mi sono avventurata verso i libri “Da grandi” (è stato in quel momento che Jane Eyre ha fatto irruzione in classe durante una lezione di inglese e mi ha convinto a virare verso la letteratura inglese).

Mamma e papà non mi hanno mai vietato nessuna lettura, nemmeno quella di libri considerati stupidi o indecenti, perché dovevo essere libera di farmi un’opinione personale. Non ho mai dovuto nascondere un libro dietro la copertina di un altro e allora come oggi ogni genere di libro gira liberamente per casa.

Dunque perché vietare a mia sorella di leggere Twilight? Perché forzare la sua opinione sulle fan fiction? Che ben vengano Percy Jackson, Twilight e i drammi adolescenziali moderni.

Quando la maturazione di mia sorella sarà completa, sarà lei stessa a cercare qualcosa di diverso e se avrà bisogno di suggerimenti, non avrà che l’imbarazzo della scelta tra la mia raccolta di classici e quella della mia sorella più grande, contemporanea e ironica.

In ogni caso leggere, qualsiasi cosa, non potrà che farle bene. Si cresce anche così.


                                             

                                                    Nel 1800 non solo si riteneva che le donne dovessero leggere poco, 
                                             ma anche libri appositamente scritti per loro,
                                                     in genere opere morali e di formazione;
                                                 vietati i saggi, le opere politiche
                                            e soprattutto i romanzi, colpevoli di rendere la donna ribelle.