martedì 1 luglio 2014

Donne allo specchio



Penso che lo specchio sia uno degli strumenti più affascinanti tra gli oggetti comuni che affollano le nostre stanze e mi piace conoscerne le leggende, le storie e le curiosità.

Essi mostrano le cose così come sono ma anche al contrario ed è affascinante osservarli nei dipinti, dove mostrano ciò che lo spettatore non può vedere.

Uno degli esempi più divertenti in questo senso è senza dubbio il conosciutissimo specchio in cui Velasquez ritrae i regnanti di Spagna.

In questo dipinto la realtà è capovolta: probabilmente l’artista sta dipingendo sulla grande tela davanti a sé i regnanti, ma essi appaiono solo nello specchio. Nel dipinto c’è soltanto ciò che si può vedere oltre la tela; l’artista all’opera e l’infanta che osserva, circondata dalle sue dame di compagnia.
Il ritratto principale rappresenta quindi quello che in realtà dovrebbe restare nascosto.
















Sempre Velasquez, a cui i giochi di specchi dovevano piacere molto, ci offre uno dei primi nudi di spalle: realtà invertita è la parola d’ordine, e anziché osservare il seno della Venere, ecco che lo spettatore si ritrova a contemplare i fianchi della modella e per conoscerne il viso deve affidarsi allo secchio che il piccolo Cupido regge tra le braccia.













Anche nel dipinto “I coniugi Arnolfini” (e in tanti altri simili di cui questo è l’esempio più conosciuto) lo spettatore, guardando bene, può osservare particolari che in un altro modo gli sarebbero negati.

Alle spalle della coppia ecco, infatti, un piccolo specchio rotondo che svela altre presenze nella stanza.



















Lo specchio può significare anche vanità, riflessione, doppiezza.
Uno splendido esempio in questo caso sono le elegantissime donne ottocentesche che vi si pavoneggiano davanti fasciate da vestiti di cui si può intuire il fruscio e il profumo.



















Altre donne attraverso lo specchio sembrano guardare negli occhi lo spettatore: la bellezza di questi dipinti sta nel senso d’intimità che si crea con esso, capace di sentirsi parte della scena che sta solo osservando.

                                                                    
Interessanti sono gli specchi di alcuni dipinti impressionisti: raffigurati con grandi pennellate, non riflettono i contorni di chi vi si specchia ma solo macchie di colore: la realtà e troppo movimentata perché si possa rappresentarla nella staticità di uno specchio.



Altri specchi ingannano e fanno sembrare le cose più belle di quanto siano in realtà: è il caso di questa ballerina di Degas, così aggraziata nello specchio, nella realtà appare bruttina.














Per concludere questo breve viaggio nella casa degli specchi ripropongo un’immagine frutto di un fotomontaggio: cosa vorreste vedere nel vostro specchio?