venerdì 19 settembre 2014

Nozze di legno

Di umore giocherellone e per niente serio, la vostra blogger preferita vi propone oggi un post in tono.

Le campane suonano festose, l’aria di Settembre regala profumi e raggi di sole primaverili. Tra il chiacchiericcio della folla che va riunendosi tutta nella chiesetta della contrada si fa spazio lo stormire delle fronde, qualche chicco di riso e petalo di rosa già vola nell'aria mentre i bambini rubano i confetti dai cesti delle mamme.

È il grande giorno del signor Molletta: lo scapolo d’oro finalmente ha deciso di mettere la testa a posto e tutti coloro che gli vogliono bene, amici, parenti, compagni di lavoro e semplici concittadini che lo rispettano, sono tutti assiepati attorno e dentro la chiesetta, in attesa della sposa.
Lei è Miss Peggy Peg, bellissimo aspetto e ancor più bella indole, amabile a affettuosa, sempre con un dolce sorriso per tutti.
Si sono incontrati qualche mese fa nel parco della Villa di Mrs Peg; l’anziana signora aveva dato appuntamento al giovane scapolo inveterato e vi si era presentata con la nipotina Peggy, fingendo che l’incontro fosse casuale.


Nonostante il signor Molletta avesse ritenuto molto strano questo modo di fare, non aveva detto niente, anche perché, contro ogni etichetta, le sue prime parole in Villa Peg erano state per Miss Peggy, cui aveva rivolto un galante complimento.
Miss Peggy gli aveva ricordato i suoi doveri (con grande scorno della nonna: lei portava in casa lo scapolo più desiderato della regione e la nipote… lo sgridava!) e tra una chiacchiera e una galanteria, quel pomeriggio in Villa Peg si era chiuso con una passeggiata in solitaria per i viali del parco della villa e un bacio, che era la promessa di un ritorno.

Da allora le cose erano andate sempre più veloci: il bacio nel parco aveva deciso il fidanzamento, il bacio sotto il portone di Villa Molletta aveva stabilito il matrimonio.


E infine ecco qui: lo sposo, davanti all’altare, quasi non riesce a contenere l’eccitazione; a ogni piccolo rumore o mormorio si volta verso il grande portone e con delusione scorge ora un paesano curiosare nell’arredamento della chiesa, ora un piccolo chierichetto in ritardo che corre verso la sagrestia.

Finalmente un trambusto più grande e ancora di più una sensazione tra il cuore e lo stomaco dice al signor Molletta che ci siamo. Miss Peg, splendida nel suo ampio vestito di seta e pizzo ricamato in argento avanza lungo il tappeto rosso con un timido e felice sorriso sul volto.

Lo sposo trasale per cercare di non commuoversi: esiste un molletto più felice di lui? E una molletta più bella di lei? Come può dominarsi al punto da non raggiungerla dall'altra parte della chiesa per stringerla stretta stretta?


                                                      

Mentre il canto del coro si spegne, entra il parroco, padre Molla, e con fare solenne comincia la funzione.


Mentre il canto del coro si spegne, entra il parroco, padre Molla, e con fare solenne comincia la funzione.
















Il sole divide in due precise metà la chiesa e disperde in giro i colori delle vetrate come se tutti fossero all'interno di un grande prisma e mentre i più piccoli giocano a inseguire la luce colorata che si sposta per la chiesa, gli adulti sono tutti assorti e commossi dalla cerimonia.


Padre Molla benedice gli sposi e presenta il Calice e con un inno di ringraziamento la funzione finisce.
                                                     


Che strano per Miss Peg essere diventata la signora Molletta!Ella arrossisce e guarda di sottecchi il marito, ma non c’è tempo per conversare: gli sposi sono reclamati da una folla festante radunata fuori dalla chiesa.


                                                             

Nemmeno il tempo di affacciarsi al portone, ed ecco una pioggia di riso e confetti bersaglia gli sposi da ogni lato, tanto che ai due non resta che correre via dal sagrato. Come il gesto di avvio di una gara, tutta la folla si mette in marcia, entusiasta. È ora di fare festa!