venerdì 7 novembre 2014

In giro per casa Molletta



La festa è durata tutto il giorno e adesso è arrivato il momento di tornare a casa.
“Tornare” per modo di dire. È la prima volta che Peggy Peg (da ora in avanti “Signora Molletta”) entra in villa Molletta da padrona e si sente molto emozionata e un po’ triste all'idea di lasciare le sue stanze nella casa di nonna Peg.

                      

All'ingresso la accoglie la servitù con un rispettoso inchino: ci sono Howard, maggiordomo impeccabile, Betty la governante, Lilly la cuoca e “La Fifì”, la cameriera personale di Peggy, che, per festeggiare le nozze, si è “Autoregalata” facendosi assumere alle dipendenze del signor Molletta.
L’anziana signora Peg era così commossa all'idea dell’amicizia che legava le due giovani che ha concesso le dimissioni alla Fifì senza far questioni, e il signor Molletta la ha accolta prontamente.
Peggy è così contenta di vederla! Anche se ama tanto il signor Molletta, temeva di sentirsi un po’ estranea in quella grande casa nuova, ma con la Fifì sarà più semplice ambientarsi: è così simpatica con quel suo accento francese e tutte le smorfiette che fa quando parla!
Sembra proprio una servetta da commedia, ed è l’unica a che riesca a strapparle un sorriso anche nelle giornate più grigie.

                   
La Fifì è arrivata solo poche ore prima della padroncina eppure si muove già per casa come se vi abitasse da sempre e conduce la signora Molletta nella camera padronale perché possa cambiarsi e riposarsi.

                   

Peggy ammira le comodità della sistemazione via via che la Fifì le mostra le novità: il tavolo da toilette all’ultima moda (non come quella della casa della nonna, tutto pizzi polverosi) su uno scalino di marmo di Carrara e le lenzuola di seta. E la vista fuori è stupenda.
Tra una chiacchiera e l’altra, Peggy si è rinfrescata e messa a letto e ora si è addormentata. La Fifì si ritira in punta di piedi: è stata una giornata piena di emozioni.

                      

Il giorno dopo comincia la vera vita casalinga della signora Molletta. In piedi di buon’ora, con indosso il suo vestito a quadretti e il grembiule, si fa guidare dalla governate e dal marito che le illustrano la comodità e la posizione delle stanze.

                       

Ogni cosa è stata disposta in modo da farle piacere ma, resta inteso, si può stabilire insieme qualche cambiamento. Del resto, finora il signor Molletta è sempre stato uno scapolo, e si sa che ci vuole la mano di una
molletta
per rendere graziosa un’abitazione.
La prima tappa è in salotto: la governante le mostra il grande candelabro e la disposizione scelta per le poltrone, perché siano sempre vicino al caminetto d’inverno e vicino alla finestra l’estate. Si passa poi nella sala da ballo; ampia e luminosa, può contenere fino a venti coppie di ballerini comodamente, venticinque se ci si stringe un po’, anche quaranta se si vuole tenere un concerto o un ritrovo culturale durante il quale non sia necessario danzare.
Passato il corridoio si arriva nella vasta cucina, il regno di Miss Lilly: è una donna emotiva e un po’ pasticciona e infatti non si accorge del loro ingresso perché è tutta presa a insultare una pentola.
La governante l’avvisa della loro presenza con un colpetto di tosse: povera Lilly, com’è imbarazzata.

                  

Però è anche molto contenta: lavora da anni per il signor Molletta e davvero temeva che non ne avrebbe mai visto la signora.
Lilly è eccitatissima e parla, parla, parla senza sosta. Il bollitore la richiama all’ordine con il suo fischio e i signori Molletta possono passare in sala da pranzo, dove li attende Howard, che è già al lavoro per il pranzo.

                 

 Si arresta dal lavoro e saluta i signori con un rigido inchino, rispondendo con precisione alle domande della signora Molletta.

                      

La governante poi li conduce al piano superiore, dove ci sono le camere: le stanze dei signori, quelle degli ospiti e infine una stanzetta ancora vuota e in disuso dove, per il momento, sono accumulate varie cianfrusaglie e vecchi mobili ma che in futuro potrà diventare una confortevole stanza dei bambini.
Infine arriva il momento di ispezionare le stanze della servitù e i due novelli sposi si dividono: la signora Molletta ispeziona le stanze delle signore, il signor Molletta quella dei signori.

                      

 La Fifì, che attendeva questo momento con impazienza, si accaparra l’attenzione di Peggy per mostrarle la sua nuova stanza, una cameretta grande il doppio di quella che aveva da Mrs Peg, con vista sulla città (le piacciono tanto le luci della città al crepuscolo, è una romantica) e ogni sorta di comodità, compresa una specchiera alla moda quasi quanto quella della signora e un grande armadio in mogano. E tutte le candele sono di cera!
La Fifì non potrebbe desiderare niente di meglio.
 Il signor Molletta intanto visita la stanza di Howard. In realtà la conosce bene perché Howard è alle sue dipendenze da venti anni, ma quella della vista della casa è quasi un cerimoniale obbligatorio perciò entrambi ne approfittano per fare due chiacchiere tra uomini.
A dispetto della sua aria severa, Howard è un impeccabile gentiluomo e nel tempo libero lui e il signor Molletta si sfidano a scacchi e commentano le notizie sui quotidiani.
Infine è il turno della governante: la sua stanza, anche se si trova al lato opposto della casa, è simile a quella di Howard, quasi un appartamentino a sé dove l’anziana signora può trascorrere tutto il suo tempo libero e arredato con la sobrietà che si addice a una donna della sua posizione.