mercoledì 4 febbraio 2015

Una piccola gioia

È l’alba e il signor Molletta osserva silenzioso le ceneri del fuoco ormai spento nel caminetto del salotto piccolo.
Da giorni ormai aspettava con ansia il grande evento; la signora Molletta, quasi fuori di sé dalla gioia, ha trascorso le ultime settimane a sistemare i mobili nella cameretta con l’aiuto di Howard e della governante, ma entrambi sono stati comunque colti di sorpresa.
                                                   

Tutto è cominciato ieri sera sul tardi: il signore e la signora Molletta, già in vestaglia, sedevano tranquillamente sul divano. La signora Molletta stava leggendo un poderoso manuale di puericultura consigliatole dalla governante quando, improvvisamente, aveva alzato lo sguardo verso il fuoco e dopo un momento di riflessione si era diretta verso la cucina in cerca di Fifì.










Ora che ci ripensa, il signor Molletta pensa proprio che avrebbe dovuto immaginarlo: quando si è alzata, Peggy aveva lo stesso sguardo circospetto che aveva la vecchia zia Molletta quando, cercando di non farsi notare, la sera scendeva in cucina per il suo bicchierino di sherry.

Eppure lì per lì non aveva capito.
Solo poco dopo, nel vedere marciare un drappello di mollette verso la camera da letto aveva cominciato a intuire qualcosa.
Aveva cercato anche lui di raggiungere la camera per stare accanto alla signora Molletta ma prima la governante, poi la Fifì e Lilly gliel’avevano impedito.
E quando, riuscendo a eludere il loro sbarramento, era riuscito a raggiungere la signora Molletta, questa, invece di accoglierlo con sollievo, gli aveva lanciato contro il grosso libro che stava leggendo poco prima.










Le mollette possono avere comportamenti bizzarri in momenti così delicati, lo sanno tutti.












La nanny, già in casa da qualche tempo, lo aveva accompagnato in salotto e aveva pregato Howard affinché facesse compagnia al signore.

Per tutta risposta, il fido cameriere si era chiuso a chiave nella propria stanza: è sempre vissuto in casa di uomini, lui, non è abituato a simili sconvolgimenti!
Così era cominciata l’attesa snervante del signor Molletta: davanti a lui sfilavano sorridenti e concitate tutte le mollette di casa portando vassoi e recipienti colmi di cose che nemmeno sospettava di possedere; unguenti, pozioni, tantissimi asciugamani e pentoloni di acqua calda.


                                                   


Dal piano di sopra si ode a momenti un rapidissimo scalpiccio e niente più. La governante, che aveva cominciato a “Fargli compagnia” (in realtà a sorvegliare che non cercasse di arrivare nella stanza da letto) nel mezzo della notte, non si era nemmeno preoccupata di accendere le candele nella stanza e quando era stata velocemente richiamata al piano superiore, aveva lasciato il signor Molletta quasi al buio.


                                                      


Sfruttando l’occasione, egli aveva cercato di sbirciare nella camera da letto ma non era riuscito a vedere che le cortine del letto e la Fifì che attraversava la stanza, poi ella stessa, passando davanti alla porta e accorgendosi dell’indiscreto spiraglio, aveva chiuso la porta in faccia al signor Molletta senza troppi complimenti.


                                   


Ora il signor Molletta aspetta, fa avanti e indietro per il salotto, guarda il soffitto e poi la porta in attesa che qualcuno venga a dargli nuove. Niente, nemmeno un rumore o una voce.
                                      

Gommino guarda il suo padrone con aria comprensiva, come a dirgli “So come ti senti. Anche la mia gatta il mese scorso non faceva altro che soffiare e graffiarmi. Poi è sparita e quando è tornata mi ha portato con la bocca sei cucciolotti tutti bianchi. Da’ retta a me, amico, mettiti tranquillo su una poltrona, lei se la sbrigherà da sé”.

Il signor Molletta però non riesce a stare tranquillo, è ansioso ed eccitato, tende le orecchie e sente avvicinarsi dei passi frettolosi. Allora la Fifì apre la porta del salotto e cercando di contenersi invita il padrone a seguirla.

Il signor Molletta non se lo fa ripetere due volte: sale gli scalini a due a due e apre di slancio la porta della camera da letto.
                                                       

La balia gli porge un fagotto tutto copertine e merletti. Nel mezzo, piccola e morbida, una molletta.

                                                      


Una molletta!E loro, fiduciosi delle previsioni di nonna Peg (che conosce un metodo infallibile per scoprire anzitempo il sesso delle mollette) avevano preparato una cameretta tutta azzurra!

Ma ora non importa: il signor Molletta si rende conto che, benché attendesse un mollettino, questa piccola molletta gli ha già preso il cuore.

                                                       

Con cautela il signor Molletta si avvicina al letto di Peggy e le porge il fagotto, e stringendolo tra le braccia la signora esclama “La mia Gioia!” e dal tono di voce, il signor Molletta comprende che non intendeva attribuirle un titolo ma un nome. Avevano stabilito di chiamarla Sofia Carlotta già nei primi tempi, se fosse stata una molletta, ma tant’è… meglio non contraddire Peggy, specie in questo momento in cui manifesta dissenso lanciando voluminosi oggetti.












La stanza da letto è ancora ingombra di cose ma la servitù lavora alacremente mentre mamma e papà Molletta cullano la piccolina.

È in pregiato legno di faggio come papà ma ha il sorriso della mamma e misura ben 14 millimetri.

                                                                

Adesso è bene che la signora Molletta riposi. In realtà sarebbe il caso che anche il signor Molletta dormisse un po’, ma l’eccitazione gli impedisce di stare tranquillo.








Mentre tutti lasciano la stanza, la signora Molletta si assopisce serenamente e il signor Molletta segue la balia nella camera della piccola.

                                                          

I raggi del sole cominciano a scaldare l’aria: vegliata dalla balia e dal papà (che non riesce proprio a staccarle gli occhi di dosso), in una culla tutta azzurra dorme la piccola Gioia Sofia Carlotta.