mercoledì 22 aprile 2015

5 per 3 (parte prima)

Credevate che me ne fossi dimenticata (o meglio, lo speravate)?
Invece no, per vostra sfortuna sono qui per rispondere al paziente coniglio (lui ormai ha fatto il callo al mio consueto ritardo) con i cinque punti che non sopporto in un libro. Mi ci è voluto un po’, anche perché ne ho stesi 15. 

1)      Crf. appendice 5 paragrafo 1 post num. 56 dello stesso blog.
Le note finali.
Talvolta sono utili e ben scritte, alcune aprono  interessanti parentesi sul testo che si sta leggendo ma quando si trovano alla fine di un libro di 800 pagine la faccenda diventa fastidiosa, perché ogni volta bisogna interrompere la lettura, saltare la mole di pagine, trovare la nota corrispondente ( e guai a dimenticarla: si dovrebbe ricominciare tutto da capo) e poi leggere: ibidem.

2)     L’interruzione… ma cominciamo dal principio. Qualche tempo fa, su google+, girava un simpatico gioco per blogger (e lettori) che si proponeva di elencare le parti di un libro che si trovano fastidiose (e avanti per altre 50 pagine).
L’interruzione (a sproposito) del racconto.
Immaginate di essere seduti tranquilli a leggere un bel libro, magari un giallo. A un certo punto l’investigatore annuncia: il colpevole è… e allora l’autore interrompe il racconto e comincia a raccontare da tanto tempo prima, aggiungendo dettagli di cui in quel momento si potrebbe fare a meno. Un po’ come nella caricatura di Blu Notte fatta da Fabio de Luigi, dove non si arriva mai al punto.
O se volete un esempio più letterario, nell'irritante “Studio in rosso” di Doyle.

3)     Alessandro Dumas, Carlo Baudelaire, Teofilo Gautier.
I nomi italianizzati.
Con una lingua piena di sfumature come quella italiana, usare parole straniere per atteggiarsi a poliglotti è irritante, ma è meglio non esagerare anche nel senso contrario. Se Stefano King suona cacofonico, vi lascio immaginare Carlotta Bronte con la sua Gianna Eyre. Su Guglielmo Darcy preferisco non pronunciarmi.

4)È essenziale spiegare l’intento di 
questo post oltreché di tutto il blog,
a cominciare dall'esegesi del sistema
internet per concludere verso la difficoltosa emancipazione dell’utente contemporaneo informatizzato.
Il commentatore invadente.
Ci sono momenti in cui il commentatore è tuo amico: con le sue introduzioni ti aiuta a entrare nello spirito dell’opera, 
le sue note fanno luce nei punti oscuri.
Ci sono altre volte in cui invece invade il tuo spazio, le sue note sono più lunghe del romanzo stesso e nelle sue parole è sempre presente una forma di biasimo nei confronti del lettore, perché lui il romanzo l’ha capito.
Tu, mediocre lettore, non lo capirai mai.

Il tipico sguardo di biasimo
del commentatore invadente
5)  I manuali di auto-aiuto
Perché sì.
La mia reazione davanti all'ennesimo
manuale di auto-aiuto


E ora vi starete chiedendo: perché 15 punti?
Semplice, perché questo solo il primo di tre post che elencano 5 punti ciascuno.
Nel prossimo: le 5  cose che amo particolarmente in un libro.