lunedì 18 maggio 2015

Equazione finale. Ovvero: cosa ci è mancato nel giorno del libro

Questo articolo nasce come postilla ai precedenti 5x3.
L’equazione risultante è dunque riassumibile in [(5x3)+(1x5)] e la colpa di tutto questo è di librinviaggio, il quale con il suo post dedicato alla giornata del libro mi ha ispirato una riflessione: cosa è mancato alla giornata del libro? Perché quella giornata è stata un fiasco?
Vi elenco le mie 5 idee in merito, e intanto attendo le vostre.


1)     Le danze di Jane Austen.
I libri della Austen possiedono molte chiavi di lettura. Potremmo leggerle con occhio femminista e analizzare la vita di ogni singola eroina, interpretare quali sono le sue aspirazioni, come si comporta e quale comportamento hanno gli uomini nei suoi confronti per ottenere un saggio della vita quotidiana femminile nel secolo successivo ai Lumi.
Oppure potremmo dare un’occhiata alla società per vedere assistere alla nascita di una nuova classe sociale. Potremmo anche valutare lo stile arguto e ironico della scrittrice.
Ma alzi la mano chi non ha mai aperto un libro della Austen solo per godersi  una delle sue descrizioni di ricevimenti mondani solo per sognare un po’, senza impegni di sorta.




2)    I libri della buonanotte.
Prima di addormentarsi, ognuno è libero di leggere  quel che gli pare (come sempre, del resto): se amate addormentarvi con un testo di algebra e sognare radici quadrate, fate pure. Personalmente preferisco letture più leggere, perché non reggo l’ansia e sono portata agli incubi (no, quello dell’immagine è solo un esempio evocativo, la copertina dell'ennesimo classico non avrebbe reso l'idea).


3)    Le risate.
Perché un libro può fare riflettere anche ridendo, senza essere considerato di serie B. Oscar Wilde ha scritto il  De Profundis ma anche “L’importanza di chiamarsi Ernesto” ( e provate a voi a restare seri mentre lo leggete!)



4)    Le illustrazioni e i libri pop-up.
Questo si ricollega a ciò che diceva librinviaggio. I bambini vanno educati alla lettura e un bambino più che dalle parole viene attratto dalla immagini e dai colori. Un libro, per un giovane lettore, è prima di tutto un giocattolo e come tale deve stupire, anche con le immagini tridimensionali.

5)    La varietà.
Che poi è quello che esprimono tutti i punti precedenti. I lettori sono tutti diversi: grandi, piccoli, impegnati, leggeri, romantici, riflessivi.
Il lettore raccontato nella giornata del libro è stato solo quello serio e contemporaneo, tra l’altro descritto con una nota noiosa e pedante.

In una parola, la leggerezza: mancanza che non ha invogliato nuovi lettori e che ha messo a rischio le convinzioni di chi legge già, perché il lettore convinto non ha bisogno di incentivi  ma va comunque coccolato. Se gli bastasse ciò che ha, credete che leggerebbe?