venerdì 13 maggio 2016

Balla coi libri

Ah, i balli! Chi tra noi (parlo per le fanciulle, i maschietti un po’ meno, anche se non me ne spiego la ragione) non ha mai sognato almeno una volta di partecipare a un ricevimento da ballo?
Del resto la grande letteratura ci ha insegnato che le cose più belle (a volte anche devastanti) avvengono durante un ballo.
Nel mezzo di una festa in maschera, Romeo resta folgorato da Giulietta e le parla nel modo in cui ognuna di noi vorrebbe essere corteggiata.
“Romeo: I Santi non hanno labbra come le hanno i Pellegrini?
Giulietta: Si, Pellegrino. Ma servono solo per pregare.
Romeo: Allora, mia Santa, concedi che le labbra preghino come le mani. O la fede diventa disperazione!
Giulietta: I Santi non si muovono. Ascoltano chi prega… nient’altro.
Romeo: E tu non muoverti, mentre mi esaudisco da solo.
[La bacia]
Dalle mie labbra le tue labbra hanno tolto il peccato…
Giulietta: E le mie l’hanno avuto dalle tue!
Romeo: Che incoraggiamento soave, allora. Rendimi il mio peccato.
Giulietta: Baci come un dio”


Sempre durante una festa da ballo, la magnifica Anna Karenina conquista Vronskij  con la sua splendida figura fasciata in un abito di velluto nero.
Nonostante la pretesa durezza, Tolstoj è un maestro nelle descrizioni dei balli: non gli sfugge uno scintillio, una veste, una figura.




È famosissima (e amatissima) la descrizione del ballo di corte : sembra quasi di essere lì.

“dalla galleria cominciarono  a  giungere,   caute  e indistinte,  le  note dolci e trascinanti di un valzer.  L'imperatore, sorridendo, diede uno sguardo alla  sala. Trascorse un minuto,  e nessuno ancora riprendeva a ballare. L'aiutante di campo, direttore di sala, si avvicinò alla contessa Bezùchova e la invitò.  Essa, con un bel sorriso, sollevò una mano  e  gliela  pose  sulla  spalla,  senza guardarlo.  L'aiutante, vero esperto in  materia,  con  sicurezza e misura,  senza affrettarsi,  allacciò stretta la sua dama e si slanciò con  lei,  dapprima  scivolando  lungo  un  semicerchio,  poi,  giunto all'angolo della sala e presa la mano sinistra  della  dama,  le  fece fare  un  giro  su  se  stessa e,  tra i suoni sempre più rapidi della musica, si udì solo il battere ritmico degli agili piedi dell'aiutante mentre, ogni tre battute, al momento della girata,  l'abito di velluto della dama ondeggiava, sollevandosi.
Natascia  fissava  la coppia e sentiva tanta voglia di piangere perché non era stata invitata lei a ballare quel primo giro di valzer”


Una ragione valida già da sola per leggere “Guerra e pace”.

Anche l’inquietante ballo di Edgar Allan Poe, durante il quale si materializza la maschera della morte rossa nasconde un suo fascino grottesco, mentre in tutti i sette libri della saga “Le cronache di Narniala danza è raccontata come una forma di liberazione naturale, un gioco tra ninfe e animali parlanti che ha tutto l’aspetto di un affresco rinascimentale.


Le più romantiche tra noi stanno aspettando che io la citi, perciò lo faccio subito: Jane Austen.
Qual è il ballo migliore tra i tanti descritti da una delle autrici più amate?
Il caotico ballo pubblico a cui prende parte Catherine Morland? Quello stancante ma liberatorio di Fanny Price? La danza venata di crudeltà sociale e cavalleria che si svolge in “Emma”? O ancora il litigioso ballo che eseguono Elizabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy in “Orgoglio e pregiudizio”?


Litigare, corteggiare, dare scandalo sono i precetti fondamentali di una danza da romanzo; non c’è niente di meglio di un gioco di sguardi, qualche mormorio, delle frasi spezzate per rendere più interessante un noioso ricevimento: Rosier e Pansy riescono a scambiarsi degli sguardi e una piccola viola del pensiero, aiutati dalla confusione di una sala da ballo, durante un classico ballo durante la saison Newyorkese si decidono le sorti del triangolo amoroso Archer-May-Ellen.



 Del resto, non lasciarsi trascinare dal turbine delle danze è impossibile: Rossella O’Hara, pur sapendo di contravvenire all'etichetta (e se vogliamo anche un po’ alla sensibilità), non vede l’ora di volteggiare un po’, sia pure con un insolente come Rhett Butler.

L’uomo che sa ballare è una merce rara e in via d’estinzione perciò va protetta e incoraggiata, anche perché la danza riveste la figura maschile di un fascino che può indurre alla gelosia.
 Il valzer del principe Fabrizio con Angelica va contro ogni regola dell’etichetta, ma chi non è riuscito a dimenticare tutto davanti a quell'abbraccio perfetto?
“La coppia Angelica-Don Fabrizio fece una magnifica figura. Gli enormi piedi del Principe si muovevano con delicatezza sorprendente e mai le scarpette di raso della sua dama furono in pericolo di esser sfiorate; la zampaccia di lui le stringeva la vita con vigorosa fermezza, il mento poggiava sull’onda letèa dei capelli di lei; dalla scollatura di Angelica saliva un profumo di bouquet à la Maréchale, soprattutto un aroma di pelle giovane e liscia. […]Tanto assorto era nei suoi ricordi che combaciavano così bene con la sensazione presente che non si accorse che ad un certo punto Angelica e lui ballavano soli. Forse istigate da Tancredi le altre coppie avevano smesso e stavano a guardare; anche i due Ponteleone erano lì: sembravano inteneriti, erano anziani e forse comprendevano. Stella pure era anziana, però, ma da sotto una porta i suoi occhi erano foschi. Quando l’orchestrina tacque un applauso non scoppiò soltanto perché Don Fabrizio aveva l’aspetto troppo leonino perché si arrischiassero simili sconvenienze”.




A dispetto di quanto professato dai vari personaggi, il ricevimento da ballo mantiene intatto il suo fascino. Se ne lascia soggiogare anche Meg, la più saggia tra le piccole donne e si lascia convincere, in nome del divertimento, a indossare uno scandaloso abito scollato e a truccarsi.


Nonostante tutto, non riesco a biasimarla: resistere è difficile.
Personalmente, mi sarei lasciata tentare da uno qualsiasi di questi intrattenimenti: dalla più corretta pavana rinascimentale fino a uno scatenato charleston a villa Gatsby.

E voi a quale avreste voluto prendere parte?