mercoledì 21 giugno 2017

Madame Berèl

In città è arrivata la fiera: ci sono baracchini di caramelle, giocolieri e imbonitori e al centro della piazza principale, imponente e illuminata da fiaccole, c’ è un grande tendone rosso da cui si effondono aromi orientali.
È lì che si si dirigono i signori Molletta: lei ansiosa, eccitata e colma di aspettative chiacchiera in continuazione, lui invece si esprime a grugniti. Spera davvero che nessuno veda quello che sta per fare. Con quale dignità potrebbe ripresentarsi al club? E poi, lui voleva vedere lo spettacolo del mangiafuoco.
Sospingendolo appena, la signora Molletta lo convince a entrare nella tenda. 




Il tessuto pesante e i grandi tappeti orientali soffocano il rumore dei passi e delle voci esterne.
La tenda è ingombra di oggetti bizzarri e le luci soffuse delle candele fanno brillare statuette e soprammobili in metallo.



- mmmr... fa caldo - borbotta il signor Molletta, mentre la moglie gli fa cenno di sedersi.


Facile per lei, con il suo vestitino di seta leggera. Lui invece, tutto di velluto... quando smetterà di fidarsi dei barometri?
E poi, si sente a disagio: tra gli altri, è membro onorario del club degli scettici cartesiani di San Tommaso. La signora Molletta, invece, affetta una certa credulità: la ritiene una cosa femminile e molto chic, come i romanzi rosa, le gale, la parola “Cuccuma” e le tendine a quadretti.
L’aria calda e i profumi intensi cullano il signor Molletta che comincia ad addormentarsi. Sta per confessare ala signora Molletta che quella tenda somiglia stranamente a una bottega d’oppio quando un pesante drappo di tela si scosta con un tintinnio di campanellini e dall’oscurità emerge la maga.


È una molletta di età indefinibile ma ancora giovane, alta e sottile, vestita all’orientale di tela verde trapunta di stelle, un turbante con una lunga piuma spennacchiata e due grossi cerchi d’oro alle orecchie.
Parla sottovoce e allunga innaturalmente le vocali, per darsi un tono.
- Buonaseraaah - sospira - Io sono Bereeel -

La signora Molletta strilla e applaude: metà del numero e già riuscito. Non c’è niente da fare; solo per vederla tutta rossa ed eccitata come una bambina il signor Molletta si farebbe cacciare a pedate da dieci club degli scettici.
Con un inchino che fa inclinare pericolosamente il suo turbante, madame Berel continua - Iooo… leggo… leggo il presente… il passato.. il futuro… i fondi del tè e del caffè… -
- Cioccolato, minestrone e vin brûlé… -
- Sssst!- la signora Molletta lo fulmina con lo sguardo.
La maga sembra non avvedersene e si lascia cadere sulla poltrona, come sfinita, ma da quel momento si rivolge ostentatamente solo alla signora, anche per ringraziarla della monetina nuova – le maghe possono accettare solo monete d’oro nuove di zecca – che il signor Molletta ha estratto dalla tasca dei calzoni.


- Vengo per voi dal passato remoto… viaggio per voi nel futuro anterioreeeh… -
Una battutaccia del signore Molletta sul congiuntivo trapassato viene prontamente bloccata dalla signora Molletta.
- Fa’ la tua domanda, bella signora… -
La signora Molletta ci pensa un po’ su. Ai maghi bisogna fare le domande giuste, altrimenti non sanno rispondere.
- Uhm… sì, ecco. Mi ama il signor Molletta? -
La maga scruta il signor Molletta con invincibile antipatia
 - Mah, sì, abbastanz... cioè… uhm..vedoooh… un matrimonio… eri bellissima mia cara -
- Lo so, lo so - annuisce compiaciuta la signora Molletta.
- Nuvoleeeh… -
- C’era il so… - il signor Molletta inghiotte l’ultima sillaba e distoglie lo sguardo dagli occhi furibondi della moglie e della maga.

- Ma c’era il sole. Avrebbe potuto piovere, ma era una bella giornata -
- Sì, sì, proprio vero -
- Scegli quattro carte, bella signora -
La maga fissa i tarocchi dorati estratti dal mazzo con aria afflitta, sospirando di tanto in tanto con fare tetro - Aaaah, sì… è proprio cosììì… qui c’è il molletto con la mazza da golf.. indica i fallimenti... la molletta sul carro… la morte… la molletta col carlino… il tradimento. E infine la molletta senza scarpe, la sofferenza. Sì,  - continua amareggiata - Lo attende una vita lunga e prospera. Ma attento ai malanni di stagione - conclude facendo tintinnare tutti i suoi gioielli.
- Lo scorso inverno hai preso il raffreddore ben due volte - sussurra la signora Molletta. Il signor Molletta annuisce silenziosamente.


Un ventino d’oro zecchino speso per cose che avrebbe potuto dirsi da solo. È proprio vero: ci vuol dell’arte per convincere la gente a buttare così il proprio denaro…

Ma che succede? La tenda di tela trema appena, gli oggetti accatastati intorno ruzzolano in giro. La signora Molletta strilla: qualcosa le ha sfiorato le gambe.
- Silenzio! - impone la maga - è lo spirito, venuto a farci visita -
Il signor Molletta si guarda intorno interdetto e un po’ confuso, poi sobbalza spaventato. Dall’ombra si è levato un poderoso “Miao!”


Spirito, un grosso gatto color senape dal muso arrabbiato li guarda con aria di disapprovazione. La signora Molletta non fa che ridere: coprendosi la bocca con entrambe le mani, guarda il signor Molletta con gli occhi scintillanti, poi uscendo dalla tenda, saluta pomposamente il gatto
 - Aaarrivedeeerciiii, Spiiiriiitooooo -